Una “torre” dal Canada per la SAB Volley Legnano: Alicia Ogoms!
Nata a Winnipeg nel 1994, dopo il diploma si è trasferita negli Stati Uniti, dove ha frequentato la University of Southern California, raggiungendo la finale regionale NCAA. Nel 2016 ha vissuto la sua prima esperienza europea in Polonia, al PTSP Pila. Con la sua nazionale ha appena conquistato la qualificazione ai Mondiali 2018. Scopriamo qualcosa in più su Alicia con la nostra intervista!

Vieni da una famiglia di giocatori di basket, papà Joe giocava in nazionale, eppure tu hai scelto la pallavolo. Come mai?
Ho giocato sia a basket sia a pallavolo ai tempi della scuola, l’altezza era quella giusta e finché ho potuto sono andata avanti con entrambi. Ma saltare mi piaceva molto di più che correre, e ho capito subito che la pallavolo era lo sport ideale per me.

E i tuoi genitori come l’hanno presa?
Be’, all’inizio non erano felicissimi! Ma già quando mi sono trasferita negli Stati Uniti per l’università hanno capito che quella era la mia strada, e adesso sono davvero orgogliosi di me. Per fortuna mio fratello più piccolo, che sta frequentando il college in Canada, ha scelto di rimanere nel basket…
 
Proprio in questi giorni la tua famiglia è venuta a trovarti in Italia.
Sì, sono molto contenta che abbiano scelto questo periodo, perché hanno avuto modo di vedermi giocare per tre volte. Per me non è così semplice tornare a casa e anche durante l’estate sono spesso in giro con la nazionale, quindi è molto bello averli qui.
 
Ti sei trasferita negli USA quando eri ancora molto giovane: è stato difficile?
All’inizio devo ammettere che non è stato facile, avevo solo 18 anni e nei primi mesi ho faticato ad ambientarmi. Al tempo stesso però è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo: ho imparato a prendermi cura di me stessa e a gestire la pressione con cui un’atleta ha sempre a che fare.
 
E la prima esperienza in Europa com’è stata?
Bellissima, molto formativa. C’è una grande differenza tra giocare nella squadra del college e in un club: non sei più così seguito, non c’è qualcuno che si occupa costantemente di te e devi imparare a concentrarti su te stessa. Poi ci sono il rispetto degli orari, delle regole e della disciplina di squadra, cose che dall’esterno possono sembrare banali ma hanno una grande importanza.
 
Un primo “assaggio” di Italia lo hai avuto con Marcello Abbondanza, l’allenatore del Canada.
È un grande tecnico, in sei mesi ho imparato tanto e non vedo l’ora di lavorare ancora con lui la prossima estate. Ha provato anche a insegnarmi un pochino di italiano, ma certo qui la sfida è molto più difficile… Soprattutto nei momenti più “caldi” tutti parlano in italiano e non è così facile capirli al volo, per fortuna ci sono le compagne di squadra che mi stanno aiutando tanto.
 
Com’è Alicia fuori dal campo?
Sono una persona molto aperta, curiosa e, credo, divertente! Mi piace conoscere nuove cose e persone, leggere tanti libri, sperimentare nuovi piatti e nuovi cibi, e quindi mi sto trovando molto bene con la cucina italiana… In generale cerco di essere aperta a tutte le esperienze.
 
Quali sono i tuoi libri preferiti?
Mi piacciono i romanzi, in particolare i gialli. Adoro le storie su crimini e misteri.
 
E i piatti che ti piacciono di più?
Sono un’appassionata delle colazioni all’inglese o all’americana, e il mio piatto preferito sono i chocolate chip pancakes, frittelle con scaglie di cioccolato… ne vado matta! Prima o poi proverò a prepararmeli da sola, anche se non sono una grande cuoca.
 
Hai in programma di visitare altre regioni d’Italia?
Per adesso non abbiamo molto tempo libero, ma sono riuscita comunque a vedere il lago di Como. Mi piacerebbe moltissimo portare la mia famiglia a Venezia, spero di riuscirci.
 
Qual è il tuo punto di forza sul campo e in cosa devi ancora migliorare?
Il mio punto di forza è sicuramente il muro: grazie al mio fisico riesco a coprire un grande spazio a rete e quindi è il mio fondamentale preferito. Per ora non sono riuscita a mostrare tutte le mie potenzialità, ma sto lavorando per questo. Devo crescere invece nel servizio: insieme ad Andrea (Pistola, n.d.r.) sto cercando di cambiare stile di battuta per renderla più efficace. 
 
Che cosa odi nella pallavolo?
Le invasioni a rete. Secondo me un tocco che non interferisce con l’azione non dovrebbe essere mai fischiato. È chiaro che bisogna decidere caso per caso, ma credo che in generale vengano fischiati troppi falli a rete e questo limita abbastanza il gioco.
 
Hai nostalgia del Canada?
A dire il vero non troppa! Certo, mi mancano i miei genitori e soprattutto durante le feste vorrei essere con loro, ma sono abituata a vivere lontana da casa, per me è un esperienza normale. Non ho fatto molta fatica ad ambientarmi qui in Italia, anche perché condivido la casa con Amanda e Melissa: di fatto non sono mai sola, ma al tempo spesso ho i miei spazi e la mia privacy. 
 
Foto di Loris Marini