Dal Piemonte con furore: in palleggio c’è Maria Luisa Cumino!
Nata nel 1992 a Chieri, ha esordito nei campionati nazionali nel 2009 a Genova e ha fatto il grande salto in A2 a Bolzano nel 2013. Nelle ultime due stagioni si è affermata come titolare in A2, prima a Soverato e poi a Settimo Torinese. Questa è la sua prima stagione in A1. Scopriamo di più su di lei con la nostra intervista!

Come sei arrivata alla pallavolo?
Ho iniziato a scuola, quando ero alle elementari: ci hanno fatto provare diversi sport e, ovviamente, la pallavolo è stato quello che mi è piaciuto di più. Ho iniziato a giocare con una mia amica e mio fratello, e da lì in poi la mia passione è sempre cresciuta.
 
Ti saresti aspettata di arrivare a questi livelli?
Certamente no, soprattutto in un ruolo così delicato. Ho realizzato il sogno di ogni bambina che inizia a giocare e sono molto felice, ma sono anche convinta di essermelo guadagnata: ho fatto tanta fatica e tanti sacrifici, c’è voluta una grande forza di volontà.
 
Hai un idolo pallavolistico?
Naturalmente Leo Lo Bianco, come per molte altre palleggiatrici. Quando ero piccola era all’apice della carriera e l’ho vista vincere i Mondiali, quindi è sempre stata il mio modello.
 
Una vera amica nel volley?
Sicuramente Sara Cortelazzo: abbiamo cominciato a giocare insieme, prima nelle giovanili e poi in serie B, quando abbiamo condiviso anche la scuola. L’anno scorso ci siamo ritrovate a Settimo ed è stato molto bello; quest’anno invece gioca in B1 a Gorla, qui vicino, e appena possiamo ci vediamo. È una di quelle persone che sono sempre rimaste nella mia vita, nonostante gli anni di lontananza.
 
Hai altre passioni oltre allo sport?
L’anno scorso ho conseguito la laurea triennale in Ottica e Optometria ed è stato un grande traguardo, conquistato con tanto tempo e pazienza. Adesso mi godo quest’anno di A1 senza prendere altri impegni, ma il mio sogno è quello di riuscire a coniugare le mie due passioni, perché l’ottica può avere implicazioni importanti anche nell’ambito della pallavolo. Per questo serviranno naturalmente altri corsi e specializzazioni, ma è una bella sfida per il futuro.
 
E per quanto riguarda gli hobby?
Mi piace stare con gli amici e con il mio fidanzato, amo leggere e passare del tempo all’aria aperta. Il mio ragazzo sta a Bolzano, il posto giusto per camminare e organizzare escursioni. E poi sono un’amante della buona cucina, mi piace visitare posti nuovi e provare le specialità gastronomiche! 
 
Anche tuo fratello è rimasto nel mondo della pallavolo…
Sì, ha giocato fino a qualche anno fa, adesso frequenta Scienze Motorie e fa il fisioterapista a Chieri, quindi l’anno scorso l’ho incrociato da avversaria. Anche lui ha unito la passione per la pallavolo a un possibile futuro professionale.
 
Come sta andando la tua prima esperienza nella massima serie?
Sono stata catapultata in una realtà molto grande, stimolante e interessante, che ti mette sempre sotto ai riflettori. In serie A1 devi concentrarti al 100% sulla pallavolo, non hai tempo di fare altro… inutile dire però che è molto divertente, una figata! Sono particolarmente contenta di poterlo fare come vice di Valeria, una giocatrice di grande esperienza ma che al tempo stesso stimola e dà una mano a tutti: non è facile trovare una palleggiatrice di serie A che ti dà consigli e viene a chiedere la tua opinione, questo per me è molto importante.
 
Un tuo pregio e un tuo difetto.
Il pregio: cerco di essere sempre molto solare, di divertirmi e di trovare il lato positivo delle cose. Il difetto è che qualche volta dovrei arrabbiarmi di più: faccio molta autocritica e spesso me la prendo con me stessa, mentre dovrei cercare di farmi sentire anche con gli altri. Visto che non sono titolare, però, ne approfitto per mostrare soprattutto il lato buono!
 
La più grande emozione della tua carriera?
Quando giocavo a Soverato abbiamo vinto le semifinali della Coppa Italia di A2 contro Monza, una squadra molto quotata e costruita per vincere il campionato; poi c’è stata la finale a Ravenna contro Forlì, in un’atmosfera straordinaria, nella stessa cornice della finale di A1. Credo che quello sia il ricordo più bello finora.
 
Segui la pallavolo maschile?
Sì, anche se non sempre è facile. Qui ci sono molte occasioni per assistere a una partita, e quando stavo a Bolzano andavo spesso a vedere Trento; negli anni di Torino e in quelli al sud, invece, l’ho seguita poco. 
 
Cosa non sopporti nel volley?
Eliminerei i video! Per carità, sono utili, ma ogni tanto un po’ noiosi. E poi l’avversario ti studia a sua volta, e può fare delle modifiche in corsa che ti spiazzano. Insomma, preferisco lasciar parlare il campo!
 
Foto di Loris Marini