Una giovane stella per le Aquile: la nostra schiacciatrice Alice Degradi!
Nata a Pavia nel 1996, ha giocato a lungo a Busto Arsizio, prima nelle squadre giovanili e poi in serie A1, raggiungendo anche la finale di Champions League. Nel 2016 si è trasferita a Pesaro e ha vinto i playoff di A2, proprio da avversaria di Legnano: ora, però, fa punto con la maglia giallonera! Scopriamo tutto su Alice con la nostra speciale intervista. 

Come sei arrivata alla pallavolo? 
Ho iniziato dal calcio, giocando nel campetto sotto casa di mia nonna. Quando non ho potuto più giocare con i maschi sono passata al volley: avevo più o meno 9 anni. Mia madre è un’ex pallavolista e io ho fatto i primi palleggi con lei in spiaggia, poi il suo allenatore mi ha portata in squadra.
 
La tua famiglia, quindi, ti ha sempre seguito.
Sì, certo, anche perché sono rimasta abbastanza vicina a casa: i miei genitori venivano a vedere tutte le partite negli anni di Busto Arsizio. Ho anche un fratello, che fa il maestro di snowboard, e una sorella che vive in Toscana con il marito e i figli.
 
Hai un idolo pallavolistico?
Quando ero piccola adoravo Valentina Arrighetti. Poi l’ho conosciuta dal vivo e ho scoperto che è una persona fantastica, ma al tempo stesso ho capito che non bisogna idealizzare gli sportivi. Ora, più che avere un idolo, preferisco cercare di prendere il meglio da ogni giocatrice che incontro.
 
Una vera amica nel volley?
Sia a Busto, sia a Pesaro ho conosciuto tante persone a cui sono rimasta legata. L’anno scorso, poi, abbiamo formato un gruppo davvero straordinario con alcune giocatrici: Mastrodicasa, Tonello, Kiosi e Di Iulio in particolare.
 
Tutti dicono che hai una personalità forte e un carattere particolare, ma tu come ti descriveresti?
Sono sempre un po’ fuori dagli schemi! Non lo faccio perché voglio distinguermi, ma perché amo essere me stessa in ogni situazione, e questo a volte può sorprendere. Anche a scuola, per fare un esempio, spesso “sparavo” una battuta proprio in mezzo alla lezione, quando mi veniva voglia di dirla. Con il tempo ho imparato che in alcuni contesti bisogna sapersi controllare e seguire delle regole; al di fuori dal campo e della palestra resto però una persona molto euforica ed esuberante, anche se ho molti sbalzi d’umore.
 
Anche in campo ti “accendi” in alcuni momenti e non ti fermi più…
Sì, sto cercando di limitare quelli in cui mi spengo! (Ride) Il segreto è lasciarsi andare il più possibile, con il passare degli anni acquisto anche più fiducia nei miei mezzi. Vorrei però continuare a migliorare tantissimo, perché ho ancora tanta strada da fare.
 
In cosa pensi di poter crescere?
Direi in tutto, ma in particolare nell’intelligenza tattica: saper fare le cose giuste al momento giusto.
 
Hai tanti interessi oltre alla pallavolo, ce ne racconti qualcuno?
Adoro l’astrofisica, e mi sarebbe piaciuto studiare ingegneria aerospaziale per lavorare al CERN. Avrei voluto fare anche il reporter di guerra, o frequentare la triennale in Filosofia per poi prendere la laurea magistrale in giornalismo: purtroppo tutte cose un po’ difficili da conciliare con lo sport. Adesso sto studiando Ingegneria Gestionale all’università.
 
Quindi ti piace essere informata su ciò che succede nel mondo?
Diciamo che mi interessa soprattutto la storia contemporanea, mi piace analizzare certi contesti socio-culturali. Ora però mi sto concentrando sugli esami di gennaio, e quando ho qualche momento libero mi dedico alla lettura: ho appena finito “Il Tao della fisica”, che unisce la filosofia orientale con le nuove scoperte della fisica moderna.
 
Un intrattenimento leggero…
Vero, però mi concedo anche un po’ di relax con qualche serie tv: ho finito da poco “3%”, veramente bella, e sto iniziando “Narcos”. Mi piace molto anche “Game of Thrones”, in fondo sono un po’ nerd!
 
I social, invece, non ti ispirano molto.
In un mondo in cui sembra che si debba sapere tutto di tutti, io preferisco condividere poche cose con le persone che mi conoscono davvero. Soprattutto con i miei 5-6 amici che conosco da quando sono piccola e vedo almeno tre volte alla settimana.
 
Il tuo rito scaramantico?
Ho un top portafortuna che cambio tutti gli anni: quello attuale me lo ha regalato Giulia Angelina per le finali dei playoff, ma naturalmente non potevo iniziare a usarlo a stagione in corso e così l’ho rinviato a quest’anno!
 
Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera?
Sicuramente la vittoria nella finale per la promozione… contro la SAB! Certo, ho raggiunto altri traguardi incredibili come la finale di Champions League e il secondo posto agli Europei Under 18, ma il percorso con Pesaro l’ho vissuto pienamente dall’inizio e ha lasciato il segno su di me anche come persona.
 
Il tuo rapporto con i tifosi?
Generalmente è abbastanza distaccato, ma spesso mi affeziono a poche persone che poi diventano miei amici. Non mi piacciono le relazioni superficiali, preferisco averne anche solo 2 o 3, ma che siano vere.
 
Segui la pallavolo in tv?
Poco, se non per motivi di studio delle avversarie. A dire la verità mi piace, ma non la guardo praticamente mai, perché il poco tempo libero cerco di dedicarlo agli amici.
 
Ti piace viaggiare?
Mi piace molto, e spero di laurearmi il prima possibile per poter viaggiare un po’! 
 
Cosa non sopporti nel volley?
Dipende dal periodo. Nei mesi invernali quello che mi stanca è soprattutto la routine quotidiana, ma in realtà penso che sia lo stesso un po’ per tutti i lavori!
 
Foto di Loris Marini